Paracelso e il codice della natura

La natura è il medico, non tu. Da lei devi prendere ordini, non da te. Cerca solo d’imparare dove sono i suoi farmaci, dove le sue virtù sono scritte e in quali scrigni sono riposte”.
Secondo Paracelso (1493-1541) medico naturalista e filosofo svizzero, la natura causa e cura le malattie ed è quindi necessario che il medico conosca i processi della natura, l’uomo invisibile al pari dell’uomo visibile.
Paracelso si pone una domanda decisiva ovvero se i processi che appaiono davanti ai nostri occhi sono realmente così come li vediamo oppure c’è un altro modo di percepirli.
Per la prima volta nella storia un medico si affida ad un’energia curativa che vive fuori dal tempo, una forza rigenerativa che interviene e porta al superamento del disturbo.
Nel libro De Matrice, trattato sulle cause e origini di tutte le malattie delle donne, Paracelso elabora il concetto di ‘matrice’, una visione interpretativa del cosmo fondata sul riconoscimento del ruolo fondamentale della donna. Egli si accorse che la donna doveva essere curata diversamente dall’uomo e che c’era una forte corrispondenza tra mente e corpo. Dunque le mestruazioni vengono dall’utero? Vengono anche dall’utero ma non solo. Il latte viene dal seno? Viene anche dal seno ma non solo. Così cominciò ad elaborare una serie di ragionamenti che portarono alla distinzione tra il visibile e l’invisibile e quindi a porsi il problema del misterioso salto dalla mente al corpo.
Oggi sappiamo che egli aveva ragione, visto che la gran parte degli impulsi e stimoli ormonali che governano l’itero sistema endocrino partono dall’ipotalamo e dall’ipofisi, due strutture anatomiche, strettamente collegate fra loro, situate alla base del cranio; le stesse sono in grado di controllare in modo diretto l’accrescimento corporeo, l’allattamento dopo la gravidanza e, in modo indiretto, il metabolismo basale e la funzione sessuale. Ma non solo. Anche la risposta allo stress ed il conseguente mutare degli stati d’animo sono indotti da neurotrasmettitori, innescati da neuroni localizzati nell’area del cervello denominata locus coeruleus o punto blu.
Dunque il pensiero può influenzare il nostro organismo e viceversa.
Tali assunti trovano, curiosamente, la loro origine ancestrale nelle divinità dell’antica Grecia, un affascinante culto politeista che unisce il mito ed i misteri dei fenomeni naturali alla complessa psicologia umana. I greci pensavano infatti che ogni sentimento, azione o evento naturale, fosse attribuibile al volere di una specifica divinità, la quale interagiva a suo piacimento nei vari aspetti del mondo terreno.
Analogamente, secondo Paracelso, tutte le cose che vediamo sono legate a energie invisibili, a forze operanti di natura non materiale che proprio grazie alla loro attività ed in ragione delle loro qualità, rendono possibile la vita.
L’insieme di queste forze può essere considerata la vitalità, o vitalismo, posseduta da ciascun individuo, una sorta di energia ritmica e vibrazionale che pervade ogni cosa, da una minuscola cellula all’intero universo.
Affinché la forza vitale di ciascuno di noi possa esprimersi in tutto il suo potenziale è necessario che si trovi in un corpo sano e pulito, in un substrato equilibrato e dunque favorevole alla piena manifestazione di sé.
Tale precisazione dona credibilità alle filosofie antiche, comprese quelle orientali, secondo le quali non è possibile godere di un senso di benessere generale se i diversi aspetti della personalità (mente, corpo e spirito) non sono in equilibrio tra di loro.
Ma il concetto di energia universale non è così mistico come può sembrare; la fisica moderna, infatti, ha reso plausibile quanto affermato dai saggi dell’antichità, attraverso lo studio e la sperimentazione dei concetti di meccanica quantistica.
Tale disciplina si basa sulla pubblicazione della Teoria della Relatività (1905) di Albert Einstein, dunque sull’ipotesi che materia ed energia siano intercambiabili ovvero che le particelle di cui è fatta la materia non siano altro che energia “condensata”.
Così il mondo fisico può essere pensato come costituito essenzialmente da corpi materiali e da onde elettromagnetiche e ciò cambia radicalmente la nostra comprensione della vita, del benessere, della salute e delle relative metodiche curative.
La scienza medica, oggi, riconosce nel corpo l’esistenza di un debole campo elettromagnetico generato dall’attività delle cellule cerebrali, dei visceri e dei diversi organi.
Numerose tecniche curative come l’omeopatia, l’agopuntura, la medicina naturale, ma anche attività non terapeutiche come l’uso dei cristalli, delle essenze floreali, il massaggio, lo yoga e la meditazione si basano sulle energie fisiche deboli ovvero sull’integrazione della fisica quantistica con la biologia molecolare.
Dunque energia e materia fanno parte di un’unica entità, così come l’uomo (microcosmo) non è separato dalla natura che lo contiene (universo o macrocosmo).
É facile allora intuire che per ritrovare la piena vitalità, l’uomo non dovrà far altro che rispettare la natura e i suoi fenomeni, vivervi dentro in maniera armoniosa e rapportarsi ad essa con equilibrio.
Ispirandoci ancora una volta alla mitologia greca non potrà che essere la dea Panacea, personificazione della guarigione universale e onnipotente, ottenuta per mezzo delle piante, a guidarci in questo nostro salutare cammino.
Buona lettura!

· MARCO PIZZI

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