Hennè, la scelta naturale per i tatuaggi

Lhennè è una pianta molto antica, dal nome botanico Lawsonia inermis.

La parola hennè si riferisce sia alla pianta, sia all’arte della colorazione della pelle e dei capelli, mentre per definire la tecnica tradizionale legata ai disegni sulle mani simbolici e tradizionali, si utilizza la parola Mehndi (o mendhi, o mhendi). Appresa sin dall’antichità soprattutto nella sue zone d’origine (Medio Oriente, Nordafrica ed India), la conoscenza delle sue proprietà coloranti, curative ed antisettiche, risale a tempi antichissimi: se ne trovano, infatti, tracce persino nelle mummie egizie.

La Lawsonia inermis nasce nei paesi più caldi del mondo dove è abitudine, per molti nuclei familiari, avere una persona che si occupa insieme a figli o nipoti, di raccogliere le foglie della pianta, metterle a essiccare e utilizzare l’arte dell’hennè. La coltivazione della pianta potrebbe essere effettuata anche in Italia o in paesi più freddi, ma sarebbe molto difficile, in quanto, ciò che rende speciale questo arbusto è la sua capacità curativa e colorante del Lawsone, una molecola che si sviluppa esclusivamente in habitat estremamente caldi e piovosi. Un buon posto dove reperire ottima polvere di hennè con alta percentuale di Lawsone, è il Rajasthan (India) con un connubio ideale di questi due fattori.

Una buona polvere di hennè con coltivazione apposita per tatuaggi e setacciata almeno 3-5 volte in origine, si definisce con la terminologia BAQ – Body Art Quality; per cui l’hennè per capelli o i mix di altre erbe tintorie non sono adatte ad ottenere un buon hennè per tatuaggi.

Una volta bastava miscelare la pianta essiccata ad acqua, successivamente sono nati artisti desiderosi di ottimizzare la fluidità del tratto e tinta, per cui è fiorita una vera e propria arte con cui, nelle regioni di tutto il mondo, possiamo trovare quella che si può definire una “nuova” figura lavorativa: l’hennena.

L’hennena è colei che studia, conosce e utilizza la pianta dell’hennè realizzando artigianalmente il suo impasto, per creare delle decorazioni su pelle con il prodotto ottenuto. Le decorazioni possono essere astratte, a soggetto, simboliche, con stili tradizionali appartenenti alla regione da cui lo stile si è diffuso, oppure moderne (un leone o un gatto, ad esempio, si definiscono stile moderno occidentale).

Una delle più grandi sfide dell’hennena o artista dell’hennè è ottenere quella che si definisce una buona macchia.

La macchia è il modo di definire la resa del colore che la pasta creata rilascia sulla pelle, nonché il test che si fa sul palmo della mano dopo aver creato l’impasto artigianalmente e aver atteso fino a 16 ore per lo sviluppo dell’elemento che dona colorazione nell’hennè.

Finita la posa, una tecnica per testare se è stato rilasciato tutto il pigmento in maniera ottimale in grado di creare una buona pasta, è quella di applicare un pò di impasto sul palmo della mano e lasciarlo per 5 minuti. Se rimuovendolo noteremo una macchia color arancione zucca acceso, la nostra pasta sarà riuscita e dunque valida!

Per una resa professionale il colore finale sulla pelle dev’essere rosso marrone acceso. Più il colore vira verso lo scuro più sarà stata ottima la pasta che avremo creato.

Non è semplicissimo creare un buon impasto hennè.

Sono fondamentali ottimi ingredienti e una grande cura nei dettagli quali la temperatura di posa, l’esclusione dell’utilizzo del metallo, e un buon setacciamento della polvere effettuato dall’artista sia prima di miscelare la polvere, sia a impasto ottenuto filtrando con una calza tra i 10 e i 20 denari il composto finale. La temperatura ambiente dev’essere molto alta, tra i 25 e i 30 gradi, sia durante l’impasto sia durante le ore di posa. Servirà l’utilizzo di acqua demineralizzata, oli essenziali con alto contenuto di terpeni come Tea Tree, Eucalipto, Cajeput o Naiouli, e zucchero; quest’ultimo serve per due funzioni fondamentali : la prima per rendere l’impasto più elastico e permettere una stesura più fluida attraverso il conetto applicatore, la seconda per rendere l’impasto più umido al fine di ottenere una buona resa di colore. La posa sulla pelle del disegno può variare in base al tempo disponibile della cliente, ma più si tiene in posa l’hennè maggiore sarà scuro il colore.

Per chi non ha molto tempo a disposizione, la cosa migliore è effettuare il tatuaggio la sera o il tardo pomeriggio facendo una doccia prima di arrivare dall’artista, e farsi applicare decorazione e garze adesive (hypafix) per tenerle la sera e la notte.

Ci sono diversi mezzi che possono essere utilizzati per stendere l’hennè : il Conetto o Cono (una piccola sac a poche fatta a mano con cellophane), siringa senza ago, ago o legnetto (che non va a pungere in alcun modo la pelle ma solo a stendere il prodotto), o flaconi applicatori con diverse punte di metallo per il controllo della quantità di prodotto uscito.

Occorre ricordare che l’hennè esiste solo nella colorazione marrone-rosso; il famoso hennè nero, infatti, non esiste. Esiste un prodotto tintorio tossico, che può essere creato con una piccola percentuale di hennè con o senza altre erbe tintorie ed alcuni elementi tossici, illegali e dannosi per la pelle. Non è atipico infatti riscontrare con il famoso tatuaggio temporaneo in spiaggia, la reazione allergica e purtroppo, conseguenti infezioni e cicatrici. Una sostanza che spessissimo è contenuta in questi prodotti è la para-fenilendiammina, una sostanza chimica compresa tra i più potenti allergeni da contatto. Può causare severe reazioni allergiche con prurito, rigonfiamento della pelle tatuata, bolle, dermatiti, senso di malessere generale, ed anche rigonfiamento dei gangli linfatici con conseguente sensibilizzazione da allergene che comporta un’ulteriore maggiore sensibilità futura e reattività all’allergene.

Ma non solo, a volte viene anche aggiunta ammoniaca, o altri additivi che bruciano la pelle con l’intento di far permanere più a lungo il tatuaggio.

Dunque per quanto tempo l’henné rimane sulla pelle?

La nostra pelle è formata da 3 strati principali e l’hennè naturale tinge esclusivamente il primo strato superficiale. Il ricambio di quest’ultimo avviene normalmente ogni 2-3 settimane per cui la durata di un hennè non può superare la ventina di giorni.

Il colore dell’hennè come la durata, cambia anch’esso! Dove abbiamo la pelle più spessa e calda, avremo un colore più scuro poiché il calore aiuta la macchia e uno strato più spesso di pelle permette maggiore concentrazione di colore.

Infine occorre ricordare che l’hennè naturale si riconosce immediatamente: sa di fieno, erba e oli essenziali di fragranza fresca come Tea Tree e Cajeput.

· Rossana Gellini   

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