Le novità fanno bene al cervello

Non siamo destinati né programmati geneticamente a essere ciò che siamo per tutta la vita. Abbiamo un potere immenso, custodito dentro di noi, in grado di creare la realtà che desideriamo vivere. Basta cambiare il nostro modo di pensare per arrivare a perdere le nostre abitudini. Ogni volta che compiamo un’azione che riguardi il pensiero, le emozioni o qualsiasi gesto fisico, noi attiviamo il nostro cervello. Esso è l’organo che svolge un ruolo fondamentale nell’acquisizione delle informazioni, nel controllo motorio e nel mantenimento dell’omeostasi del nostro corpo ed è da

Ripartire dal fondo per rivedere la luce

Spesso non ci accorgiamo di quanta zavorra ci portiamo addosso. Ci appesantiamo giorno dopo giorno un po’ in tutti i sensi: il nostro corpo diventa più grasso, il numero di pensieri che ci rende confusi e nervosi aumenta, la sofferenza e la frustrazione divengono progressivamente insostenibili. Questo meccanismo vizioso è padre di effetti devastanti e figlio di abitudini distruttive: troppo cibo, poco sonno, troppi automatismi, poca spontaneità troppa competitività e pochi sogni. L’unica vera zavorra che ci impedisce di spiccare il volo è quella che materializziamo noi stessi accumulando elementi

L’arte di saper dire di no… e ritrovare la propria unicità

A chi non è capitato di trovarsi nella condizione di dover fare qualcosa controvoglia, semplicemente perché qualcuno ce lo ha chiesto, sia esso il coniuge a casa, il superiore al lavoro ma anche gli amici o i genitori? Tutti ci chiedono qualcosa che non vorremo fare, che non fa parte di noi, ma che in qualche modo ci sentiamo costretti a fare semplicemente per non deludere chi ci sta vicino. Il problema non è assecondare di tanto in tanto le esigenze dei nostri cari ma cronicizzare un siffatto stato emotivo. Sono

Il corpo risponde: psicologia psicosomatica dei Fiori di Bach

Ormai utilizzati a livello internazionale, i Fiori di Bach sono un rimedio naturale molto diffuso dalla metà del 1900 ad oggi. Se sono in voga da quasi un secolo a questa parte possiamo ipotizzare che “qualche cosa” del metodo funzioni: per alcuni con effetti considerevoli, per altri anche con crisi di aggravamento sintomatiche che dimostrano come l’espressione spesso sentita “tanto male non fanno” sia da usare con prudenza. A mio parere questo fenomeno di largo consumo dovrebbe interrogare ciascun clinico e andrebbe approfondito sia da chi lo scarta a priori,